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domenica 10 maggio 2015

Gita a Superga. 10 maggio 2015.

Tu, sei la loro preda.

Loro, sono ovunque.

Sono alla fiera rionale, sono alle giostre, sono davanti alle chiese. Tu sai che loro sono lì, non possono non esserci, ma corri il rischio. Parcheggi. Cammini spensierato. Quasi ci speri, ce la stai facendo. Poi volti l'angolo, alzi la testa.

La prima a spuntare, veleggiante sopra tutti, è Masha. Abbracciata al suo cacchio di orso.

E poi, come un'inquadratura che si sposta dal piccolo papavero all'immenso campo fiorito, bambini con HelloKitty e Spidermam svolazzanti, agganciati ai polsi o al passeggino, MinyPony e Barbie ovunque. C'è pure BuzzBee. Dai 5 ai 10 euri a botta.

Ed ecco quindi qualche piccolo suggerimento per genitori/ accompagnatori di pupi a spasso, quando ci si sente rivolgere la fatidica domanda "palloncino!!" (*che il più delle volte è un'affermazione, più che una domanda):

1) Palloncini? Non sono mica in vendita, servono a decorare la basilica (o fiera, mercato, bancarella, giostra, etc.);

2) Palloncini? Non sono mica in vendita, stanno girando il sequel di Up;

3) Palloncini? Quali palloncini? (*nel frattempo, qualcuno dovrebbe velocemente sganciare il mazzo dal peso che li tiene a terra) "Oh guarda, come volano...";

4) Palloncini? Ma certo, e poi? Poi la DROGA... no!!!

5) Palloncini? Stasera ti faccio vedere It, poi vedi cosa succede a chi compra i palloncini.

Spero di esservi stata utile con questi suggerimenti e... cosa? Superga? Oh, sì, il titolo, giusto...

Vittorio Amedeo II, duca di Savoia, era in guerra (*ma gliela combattevano i soldati, mica se la faceva da solo) con i franco-spagnoli.
Salito sul colle sopra Torino, per guardare i movimenti degli eserciti nemici, e anche perché il 4G prendeva meglio e voleva guardasi la partita in streaming in santa pace, fece voto alla Madonna che se avesse vinto, le avrebbe costruito un santuario fichissimo. Così fece, nel 1731. 
Lui intendeva "se lo Chambery avesse vinto la Champions", ma la Madonna gli fece vincere la guerra intera, perchè ci teneva ad avere il santuario più strafigo di tutte le sue amiche sante.

A Superga non c'è solo la Basilica, ci sono anche gli appartamenti reali e le tombe dei Savoia. Molto carina la Stanza dei Papi, dove sono appesi, a giro cronologico, i ritratti di tutti i papi. Ma lo spazio si sta esaurendo, e cosa succederà quando avranno riempito anche l'ultimo giro di parete?
Funziona un po' come il calendario dei Maya, ci sarà... LA FINE DEL MONDO!!!






martedì 28 aprile 2015

Accadde Oggi di Domani. 29 Aprile.

29 Aprile 1861: Scoperto l’asteroide 68Leto. Ecco la foto del 1861.
(Curiosità 1: Interpreterà lui il prossimo Joker). 



In alto a sinistra, se state guardando dallo schermo del Pc, o in alto a destra, se state guardando da un Universo Parallelo, potete scorgere la Terra e Marte. 
Tra di essi rotea un oggetto. 
Guardate bene… è un oggetto molto carino. È una teiera. Si chiama "La Teiera di Russell".

A me piace tantissimo e mi piace vederla immortalata in foto così antiche. Anche se non si vede perché è invisibile.

La Teiera di Russel è l’oggetto di una teoria filosofica. Di chi? Di stocazz… risponderebbe il mio alter-ego stocazzante di Twitter. 
Ma qui, adesso, io sono Dora, quindi la teiera è proprio di lui, Russell.

Bertrand Russell, filosofo, scrisse questo articolo per un giornale, nel 1952:
(non il 29 aprile, ma fa niente):
(poi non glielo pubblicarono): 
(riassumo):
(vado eh... non Vado Ligure, vado col riassunto):

“Se sostenessi che tra terra e Marte ci fosse una Teiera che ruota intorno al Sole e aggiungessi che nessun telescopio può individuarla, nessuno potrebbe contraddirmi. Poi potrei dire che, visto che tale affermazione NON può essere contraddetta, non si può dubitarne. E questa è una gran cazzata. 
Se però tale teiera venisse citata per 2000 anni in libri antichissimi, insegnata a scuola e si considerassero eccentrici coloro che ne mettono in dubbio l’esistenza, il dubbioso potrebbe essere soggetto di attenzioni da parte di un eventuale psichiatra (o Inquisitore)”.

Come riassumo io i filosofi… solo le canzoni riesco a rovinarle peggio. 

(Curiosità 2: Se volete capire in quale Universo siete, verificate così: in quello Standard, i RedHotChiliPeppers cantano "Californication", in quello Parallelo la California canta "RedHotChiliPepperation").





sabato 25 aprile 2015

Dio va in piscina. Dio va in piscina?

Dio si sentiva solo e ignorato. 

Era partito tutto da lui, e poi? Poi il blog aveva preso una strana piega. 
L’autrice non aveva mai avuto un buon rapporto con le pieghe, infatti i suoi capelli, negli anni, si erano notevolmente ridotti in lunghezza. Ma cosa centra? Qui si parla di pieghe narrative, mica tricologiche.

Dai post su Dio si era passati in scioltezza e sgramaticità alle narrazioni dei cazzi altrui e privati, al riassunto di una serie televisiva altrimenti inspiegabile, a mamme incapaci, recensioni cinematografiche e museali, e approfondimenti storici. Un blog molto culturale, eh, inzomma...

L'autrice si accorse del recente disagio di Dio e decise quindi di dedicargli un piccolo post.

Piccolo Post

Adesso che Dio era entrato nel pieno dell’adolescenza, molti pensieri frullavano nella sua testa, e in altre parti del corpo. (N.d.A.: A proposito, devo ricordarmi di controllare su google quali sono i termini del reato, se tale reato si configura, di vilipendio alla religione.)

Dio c’aveva le fregole. Voleva andare al parco da solo, voleva un cellulare per messaggiare con i suoi amici (N.d.A.: ed ecco i primi sintomi di una sindrome di iper-comunicatività che avrebbe avuto forti ripercussioni future), voleva andare a dormire a casa dei suoi amici. Voleva crescere, e anche in fretta.

"Mamma, esco!!".

"Dove vai?".

"Che stress, vado al parco...".

"Vai a spalmare il sedere sulle panchine vicino al pattinatoio? Ma cosa avrete da dirvi tutto il giorno…".

"Cheppallemaaaa".

"Non mi piacciono quei ragazzi più grandi di te. Stanno sempre a fissare il vuoto, come se stessero pensando a chissà che..."

"Siddartha è stato mollato dalla tipa...".

"Se ne farà una ragione.".

"Sai che quest’estate andrà a fare la stagione in un bar vicino a Rimini?".

"Ma dai… che bravo ragazzo, almeno tira su due denari per non pesare sulla famiglia.".

"Solo che non sa ancora bene come fare per arrivarci, perché il regionale non si ferma nella frazione di Nirvana…".

"Comunque vedi di tornare presto che vengono gli zii a cena!".

"Nuoooo, cheppalle, quel cagacazzo di Allà…".

"Bada a quello che dici Dio, Allà è un ragazzino educato e a modo!!".

(Borbottando, allontanandosi...)

"Seee certo, certo, quando siamo a tavola, poi le so io le palle che mi frantuma in cameretta. Oh, è fissato!!".

(Imitando la vocina perfora-timpani di bambino che vuole a tutti i costi la tua attenzione

"E ti sei già fatto la barba? Ogni quanti giorni? Quanti centimetri pensi che possa crescere? La barba? Sì certo la barba, cosa pensavi? E le donne? Secondo te gli deve ancora crescere? Come.. sì sempre della barba parlo…”.

Morale della favola, che mi sembra sempre un’ottima chiusura per qualsiasi racconto religioso, Dio passò tutto il pomeriggio al parco.
Tornò a casa tardi, con gli occhi arrossati. La mamma, sempre distratta quando cucinava, gli ricordò che dopo la piscina era meglio mettersi un po’ di collirio. Per sicurezza Dio andò in bagno a inumidire costume, accappatoio e ciabatte, e li ributtò nel borsone del nuoto. Poi si sedette a tavola e fece magicamente sparire due porzioni di lasagne.

"Hai messo il collirio? Hai ancora gli occhi arrossati" disse la mamma "ma non può essere raffreddore perché hai una fame quasi innaturale!".

"Cara, cosa hai messo nel riso" chiese il papà "hai abbondato con le spezie? C'è uno strano odore nell'aria...".

"A me sembra venire dai capelli di Dio..." osservò la zia.

"No, credo siano gli strascichi del trattamento antiparassitario, vero Dio?" ipotizzò la mamma "Ti sei messo il balsamo alle ortiche?".

E il nonno, a bassa voce, in modo che solo Dio lo sentisse: 

"Poi me ne dai un po'?".

"LOL Nonnooo!!".

"YOLO".



domenica 19 aprile 2015

La Grande Fiera del Lenzuolo Magico di Lirey del 1354.

Lirey è una piccola e ridente comunità nel nord della Francia, ridente come tutte le piccole comunità amano definirsi sui post a pagamento di TripAdvisor. 
Chi si avvicina allo studio della storia delle Grandi Fiere Medievali Francesi, non può non sentire parlare, prima o poi, della famosa Lirey. Ecco la storia della Grande Fiera del Lenzuolo Magico di Lirey del 1354.

Negli anni dai ’20 ai ’70 del Trecento, TripAdvisor veniva pubblicato ogni due anni, in pergamena rilegata con copertina in brossura, 2850 pagine per 25 kg. L’assessore al turismo di Lirey aveva un cugino monaco amanuense, quindi oltre che ridente, Lirey era anche pittoresca, affascinante, radiosa, o semplicemente figa, se l’amanuense quell’anno soffriva di tunnel carpale.

Il 20 giugno 1353, il sig.Goffredo Diciarnì, ragioniere presso il comune di Lirey, aveva appena terminato una pesantissima giornata di lavoro. Quel giorno, così come tutti i giorni dell’ultima settimana, era stato dedicato alla revisione dei conti del comune. 
Il sig.Goffredo lavorava presso l’ufficio acquisti, la revisione lo toccava quindi, e molto da vicino (a differenza di sua moglie), in quanto responsabile della registrazione delle fatture e dei pagamenti ai fornitori.

Le ultime elezioni avevano portato un inaspettato ribaltone, la nuova giunta aveva quindi dato il via ad una attenta revisione dei conti del comune, in rosso come non mai, e Goffredo era stato incaricato di cercare una possibile falla nei registri del suo ufficio. (N.d.r.: alla fine della vicenda si scoprì poi che i conti erano in rosso soprattutto a causa dell'utilizzo di inchiostro con alta percentuale di tannino.)

Questi pensieri offuscavano la mente di Goffredo, mentre camminava verso casa. 
Sapeva cosa stava per succedere, e non aveva modo di impedirlo. Sarebbero arrivati a lui, prima o poi. La sua parentela con il sindaco, anche se lontana, era risaputa. Come sua moglie avesse ottenuto il permesso di aprire l’ennesimo Bed&Breakfast in città, anche quello era storia nota. 
Ma che la mensa del comune venisse regolarmente rifornita di conserve biologiche prodotte con i frutti dell’orto di MadamaGiovanna Diciarnì, acquistate al quadruplo del reale valore commerciale, questo lo sapeva solo Goffredo. (N.d.r.: Avesse saputo del tannino, quante cose non sarebbero accadute.)

“Ma presto lo sapranno tutti” piagnucolava tra sé il povero Goffredo “perderò il lavoro, la casa… mia moglie, beh, quella possono anche tenersela...”.

Arrivato a casa, tentò di affogare i sui dispiaceri nella doccia. Ma sua moglie si rifiutò di entrare con lui, e Goffredo dovette limitarsi a lavarsi e a prepararsi per la cena.


“Che si mangia di buono?”.

“Maccheroni di farro gratinati in crosta di seitan, polpette di ceci e tiramisù con ricotta di tofu!” trillò querula MadamaGiovanna.

“Non ho fame, vado a letto a leggere un po’…”.

“Stai ancora leggendo Il Trono di Spade?”.

“Sì, è incredibile come questi autori futuri avessero tratto ispirazione da un medioevo così falsato, siamo molto più civili e soprattutto avanzati di come ci descriveranno…”.

“Meno male che gli uomini di ghiaccio sono un’invenzione.”.

“L’idea è partita dai tuoi piedi, credo…”.

“Cosa?”.
“No, dicevo, non stare troppo in piedi, tesoro… “.

“Devo finire di preparare le conserve per domani, tu vai pure a letto, solo evita di mangiare mentre leggi, non mi piace dormire tra le briciole!”.


Goffredo si ritirò dunque in camera, sdraiato sotto il piumone, il libro in mano e 12 pacchetti di cracker salati in superficie appoggiati al comodino.
Tempo che Tywin Lannister morisse trafitto dal colpo di suo figlio Ty (***Spoiler Alert***, troppo tardi, Concetta...)
Goffredo finì i cracker e si addormentò. 

La notte fu lunga e nera. Costellata di mille incubi e mille risvegli. Gocce di freddo sudore imperlavano la sua fronte. Sudore molto acido, a causa dei 12 pacchetti di cracker salati in superficie.
Nonostante l’incoscienza del sonno, la paura lo immobilizzava.
La mattina non fu un risveglio, ma liberazione. La notte, oltre che dolore, aveva finalmente portato consiglio.
Si alzò, si vestì e si diresse verso l’abitazione del nuovo sindaco di Lirey, con un’ottima idea in tasca. 

Nel frattempo sua moglie, MadamaGiovanna, che era rimasta sveglia fino a tardi per aggiornare il suo blog di cucina “LeMieConserve", si alzò dal divano dove aveva finito per addormentarsi la sera prima. 
Andò in camera, per scoprire che suo marito era già uscito, senza rifare il letto.

“Eccolo lì, il cretino, che si copre col piumone a giugno, suda come un maiale e mi lascia delle macchie sul lenzuolo che manco... e queste? Ma che cazzo, di nuovo i cracker a letto si è mangiato… Dove glieli ficcherei quei cracker!!”.

MadamaGiovanna disfece il letto, spalancò le imposte e si affacciò al balcone per sbattere il lenzuolo, intriso di sudore, non curandosi affatto delle briciole di cracker che caddero sul balcone di quelli del piano di sotto. 
Ma se ne sarebbe pentita all’assemblea condominiale.
Oh, se se ne sarebbe pentita. 
Se se ne fosse. 
No, guarda bene il senso della frase, vabbè che a quest’ora siamo tutti stanchi, ma ci va il condizionale.

Goffredo passò la mattina a casa del sindaco, a discutere di un progetto per rimpinguare le casse del comune. (N.d.A.: Ah! Lo sapevo che prima o poi avrei infilato la parola "rimpinguare" da qualche parte.)

Avrebbero organizzato una fiera, una grande esposizione. Di che cosa, di preciso, ancora non lo aveva pensato. Ma il punto focale, per l’amministrazione comunale, non sarebbe stata l’esposizione. Loro avrebbero fatto un passo indietro, avrebbero fornito solo “assistenza” e “strutture” per i visitatori.

“Li facciamo arrivare qui con una scusa, che chiameremo per comodità “L’OggettoMisterioso". 
Chiudiamo le strade al traffico e li costringiamo a parcheggiare i carretti turistici nelle aree di sosta comunali, che renderemo a pagamento. 
Li convinceremo con il giusto marketing, e con le giuste inserzioni pubblicitarie su TripAdvisor, a comprare un sacco di Merchandise Brandizzato de “L’OggettoMisterioso”.
Ovviamente i venditori di ricordini de “L’OggettoMisterioso” pagheranno per l’occupazione del suolo pubblico. E i visitatori potranno anche versare contributi volontari per permettere future nuove esposizioni, nonché la conservazione a regola d'arte de "L'OggettoMisterioso"”. 
Ammiccamenti, sorrisi sotto i baffi e virgolette con le dita costellarono il dialogo.

“Resta solo un punto da chiarire, cosa potrebbe mai essere questo "OggettoMisterioso"?”.

“Non so… ci penserò stasera a casa...”.

La sera del 21 giugno 1353, Goffredo Diciernì torno a casa molto più soddisfatto e sereno della sera precedente. 
Il sindaco aveva accolto con entusiasmo il suo progetto sulla fiera e lo aveva incaricato di occuparsi della stesura del progetto. Ovviamente i controlli sui registri dei fornitori erano stati sospesi a tempo indeterminato.

L’unico neo della giornata fu ovviamente MadamaGiovanna, che passò l’intera serata a lamentarsi a voce alta delle lenzuola irrimediabilmente macchiate da Goffredo. A voce talmente alta che i vicini di casa come al solito pensarono “Finiranno mai le pene di quel povero cristo?”.


“Adesso lo trovi tu un modo di smacchiare il lenzuolo! Sono stufa, stufa e stufa… Non ho firmato un contratto in esclusiva sui lavori domestici, ho una mia attività e voglio farla crescere…”.

“Per il Bed&Breakfast non preoccuparti tesoro, tra un po’ Lirey accoglierà tanti di quei visitatori che dovremo tirare su un altro piano. Per il lenzuolo senti, facciamo così, diamogli fuoco e non se ne parli più!!”.

MadamaGiovanna gli sorrise e...



Le cronache dell’epoca, a causa del riacutizzarsi dell’infiammazione al tunnel carpale dell’amanuense, diventano a questo punto imprecise. Nessuno seppe mai quali avvenimenti successivi condussero alla Grande Fiera del Lenzuolo Magico di Lirey del 1354.

Ma è più che evidente che quanto narrato contiene già il seme di tutti gli elementi che un giorno faranno sbocciare il fiore della leggenda. Una delle più grandi leggende della storia. 

La leggenda di Goffredo, che alla fine riuscì a farsela dare dalla moglie.



lunedì 16 marzo 2015

Il crocifisso nelle scuole (attenzione, uso smodato di puntini di sospensione e "vabbè").

- Ti dà fastidio?

- Mah.. giusto un vago prurito al lobo frontale...


Dice... "Non possiamo toglierlo, rappresenta la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra morale, e non si può ignorare il cristianesimo nello studio della storia".

Storia:
Giusto, non si può studiare la storia senza affiancarla ad un percorso di esame dell’evoluzione del pensiero, sociale e privato. 
Poi, in effetti, come studiare 6000 anni di guerre, genocidi, oppressioni pubbliche e famigliari, senza prendere in esame la religione, la prima tra le scuse addotte per smuovere o immobilizzare le popolazioni, in ogni tempo, in tutti i luoghi e in tutti i laghi?

“Morirai, e morirai male, perché morire fa male, ma risorgerai in un paradiso stupendo e... oh, tra l’altro, quei puzzoni dei nostri confinanti a nord dicono che il loro dio ha un paradiso più figo e a te non ti ci fanno entrare, Andiamo a Brasargli il Culo!!... “.

"Morirai, e morirai male, perché morire fa male, ma se lavori per tutta la vita e la pianti con 'sta storia di voler imparare a leggere, ti sveglierai in un paradiso bell... ehi, guarda un po’ tua moglie, mi sa che si è rotta le palle di lavarti le mutande mentre vai a trovare la vicina di casa, sai che se poi chiedi scusa, il mio dio ti dà il permesso di Brasarle il Culo?”.

“Morirai, e morirai male, perché morire fa male, ma se nel frattempo vogliamo spassarcela io e... cosa?! preferisci Lei a me?!? non è possibile che io sia un cesso rugoso, no, è il diavolo che ti fa avere questi pensieri impuri, indovina indovinello chi è che brucia nel fuocherello??..Tu, strega, mentre ti Braso il Culo…”.

Poi, che io non colga il nesso tra studio della storia delle religioni, filosofie, usi e costumi con “Insegnamento della religione cattolica”, oltretutto a spese dello stato, è dovuto alla mia ignoranza, condita con olio di arroganza (olio, unto, cristo.. ehehe, battutona!).

Cultura:
Non pervenuta. Oh, no, aspetta. I riferimenti letterari. La storia dell'arte, i riferimenti nella pittura. Come posso capirli se non tengo appeso il crocifisso?

Tradizioni:
- Ma sì, l’ho fatto battezzare, arriviamo fino alla comunione poi da lì decide lui.
- Ma sì, che ti cambia, per sicurezza...
- Il prete è impazzito? Ok al catechismo, ma andare a messa tutte le domeniche, se lo scorda.
- So a malapena il “Padre Nostro", figurati se mio figlio riesce ad imparare il Credo a memoria, che glielo facciano leggere, e va bene così.
- Mi sono sposata in chiesa perché le foto al comune venivano una schifezza, e poi se no la zia Addolorata non mi faceva la busta.
- Ahah, festeggiate Babbo Natale anche se siete atei? (vabbè... questa fa morire).

Morale:
Ovvio, senza la morale cristiana, chi mai più ci arrivava a pensare che rubare o uccidere fossero un delitto, quale opera della ragione avrebbe mai scoperto il concetto dell’amore verso il prossimo? Ci sbraneremmo ancora come cannibali se non fosse per la morale cristiana (su di una terra ferma e piatta ma vabbè...).


- Ti dà fastidio?

- Ecco, se mi soffermo a pensarci troppo, in effetti...


Dice... "Non possiamo toglierlo, se non gli piace che se ne tornino a casa loro...".

Ehm, scusa? Co c'a't dis? Ma ti t'ses piemunteis? Ma mi sei nen... (a orecchio).



- Quindi? Un po’ di fastidio te lo da eh? Dai Dora, dillo, schiumi alle fauci quando lo vedi.. 

- È solo un simbolo (ripetere per dieci volte, respirando con calma). Di cosa poi, ad ognuno la sua.


È il simbolo che normalmente i ragazzini delle medie staccano dal muro, per sostituirlo con il cartello “sono al bagno, torno subito”.
È il simbolo dell’arroganza. Perché se chiedi che venga rimosso sei arrogante, e allora tienilo appeso, te lo consento, "Io tollero" le tue idee, dall’alto della mia suprema, logorroica, logorante arroganza. 

Non è mica in divieto di sosta, che devo chiedere la rimozione forzata,
Io non sono neanche per la rimozione forzata, sono per le ganasce fiscali, e confisca del patrimonio immobiliare del rappresentante di Pietro. 

Esproprio Proletario Focalizzato.


N.d.r.: “Brasare il culo” è un espressione rubata ad una delle mie “formiche" preferite, di Billy Crystal:
“Ah, è bello tornare a New York… Non c’è posto come la propria casa… e da nessuna parte al mondo senti i suoni della tua infanzia, tipo “hey, pompinaro succhiacazzi! Dammi la tua autoradio o ti braso il culo”.
Non c’entra niente ma mi ha sempre fatto molto ridere.

giovedì 26 febbraio 2015

Dio e le lumache

Dio si svegliò stropicciandosi gli occhi, sbadigliando e spuzzettando sotto il piumone. La mamma lo chiamò il suo "puzzone adorato", cosa che lo avrebbe mandato in estasi ancora per qualche anno.

- Dai, alzati e cammina amore, facciamo una bella colazione insieme.
- E poi?
- Poi ci laviamo i dentini e la faccia.
- E poi?
- Poi ci vestiamo e usciamo.
- E poi?
- Non vuoi sapere dove andiamo?
- Nel senso, dove andiamo poi?
- Si, poi.
- Poi?
- Poi andiamo all’asilo, oggi è il giorno dello smistamento.
- Woooow

Dio aveva le idee molto confuse sullo smistamento, avendo appena terminato la lettura del primo Harry Potter.
Quando fu chiamato il suo nome, apprese di far parte della classe degli arancioni, categoria "lumachine".
Terminato l'elenco dei bambini presenti, la mamma si mise a chiacchierare un po' con tutti, mentre lui spiaccicava svogliate manate di pasta di sale ovunque, finché non fu l'ora di tornare a casa. 
Dio, taciturno e sconfortato, attese che la mamma sprofondasse nel suo sonnellino del dopo pranzo per impossessarsi del tablet. Cosa potevano mai avere di così speciale le lumachine, rispetto ai grifoni? 

Questo è quanto lesse su internet:
"I gasteropodi (lumache e chiocciole) sono molluschi che, rispetto ai molluschi ancestrali, hanno perso, durante un incidente evolutivo, la simmetria bilaterale, evento che favorì il proseguimento della specie.”.

La stremante sequenza di “perché", "percome" e "sì ma poi" che ne seguì, venne ricordata, da genitori e nonni, come il periodo in cui “Dio ce l’aveva su con quelle cazzo di lumache”.

Dopo i primi mesi di asilo, terminato l’inserimento, venne riclassificato nella categoria pulcini. Sembrava essergli passata.
Ma niente passa mai del tutto, e per molti anni a venire, se a Dio capitava, giocando in un prato, di trovare una o due lumache, si fermava ad osservarle, aspettandosi di vedere, da un momento all'altro,il compiersi del famoso "incidente evolutivo". Che nella sua mente, più che di "rotazione del sacco dei visceri e della cavità palleale attorno ad un asse verticale, con avvolgimento a spirale che coinvolge anche la conchiglia", assumeva i connotati di un epocale scontro tra Pokémon bavosi e cornuti.

martedì 24 febbraio 2015

Dio non vuole andare a dormire



Come tutti i bambini svegli, curiosi, infaticabili e rimpinzati di cioccolato dai nonni, anche Dio la sera non voleva mai andare a dormire. 
Dopo cena, gironzolava saltellando di stanza in stanza, ed essendoci solo due stanze in tutta la casa, poteva sembrare molto più isterico di quanto in realtà non fosse.

- Giochiamo a nascondino?
- L’ultima volta ti sei nascosto nell’ascensore e hai dormito lì tutta la notte...
- Giochiamo a Monopoli?”
- L’ultima volta hai acceso un mutuo on-line digitando a casaccio i tasti sulla wii...
- Giochiamo a Risiko?
- L’ultima volta ti sei infilato i carri armati nel naso e siamo stati tutta la notte al pronto soccorso…
- Vado a giocare con papà.

Bisogna riconoscere che il papà di Dio era molto più propenso al gioco serale, ma anche lui perdeva un po’ il senso della realtà, e dopo quaranta minuti di intensa attività ludica si potevano trovare pezzi di lego sparsi anche in cima all’armadio della camera da letto (dei vicini di casa).

- Diooo, metti a posto i giochi che è ora di andare a letto!!!
- Uffa mamma, ho quasi finito di montare i lego della serie Universo!
- Eh, poi domani quando ti vengo a svegliare fai le rugne (*capricci).. A nanna!!
- Ma i denti non me li lavo!
- Così quando cascano e passa il topolino a prenderli, li trova sporchi e non ti lascia neanche un soldino!
- Ma.. davvero esiste il topolino?
- Ma certo Dio, se esisti tu, perché non dovrebbe esistere lui?

Dio si lavò i denti, si mise il pigiama dei Power Ranger e si accucciò sotto le coperte. Il papà gli lesse un po’ di Spider Man e Dio si addormentò, sognando topi ed eroi mascherati. Che poi, quello che a volte vorremmo è proprio questo, qualcuno che venga a salvarci, a portarci una monetina, o il quaderno dimenticato a casa, o solamente ad aiutarci a rimettere i lego negli scatoloni. 
"Finchè sei piccolo ci pensano mamma e papà..” sognava Dio “ma dopo? … forse toccherà a me aiutare qualcun’altro a mettere a posto? Ah.. io non sgriderò mai i miei figli, io, disegnerò con loro tutte le sere… gli insegnerò a fare i cerchi col compasso, che questa cosa di tornare sempre al punto di partenza è una figata... ma si dovrebbe fare come a Monopoli, che ti danno 20 soldi ad ogni giro, e ad ogni giro di compasso si diventa più potenti, per finire come i Power Ranger…zzzzz”.

venerdì 20 febbraio 2015

C’era una volta un teologo dell’Islam

C’era una volta un teologo dell’Islam. Si chiamava Bandar al-Khalibari. 

"Di queste persone si deve ammirare l’incredibile coerenza”.


Teologo dell’Islam dichiara che la gatta che va al lardo si nutre di cibi impuri.

Teologo dell’Islam dichiara che tutti i nodi vengono al pettine ma non importa, copritevi comunque quei capelli tentatori.

Teologo dell’Islam dichiara che il riso fa buon sangue, il sangue è impuro, e "siamo a Sud di Vercelli”.

Teologo dell’Islam dichiara che al cuor non si comanda, alla donna sì, perché è un bel fiorellino delicato affidatoci da Dio, finché è pura, dopo sono tutti cacchi suoi.

Teologo dell’Islam dichiara che l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa sarà anche uguale alla somma delle aree costruite sui cateti, ma il volume del cubo è sempre quello della Mecca.

Teologo dell’Islam dichiara che tra il dire e il fare c’è di mezzo il MarMediterraneo e saranno presto qui.

Teologo dell’Islam dichiara che un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dall’alto verso il basso pari al peso del fluido spostato, ma è bene non mischiare corpi maschili e femminili nello stesso fluido, pena la morte per lei.

Teologo dell’Islam dichiara che i legami covalenti tra atomi che mettono in comune i loro elettroni sono peccato agli occhi del misericordioso, che vuole unioni solo tra atomi e atome. Un atomo potrà sposare più atome; in caso di necessità di testimonianza, prendi due atomi; se non sono disponibili, prendi un atomo e due atome, che valgono come un atomo.

Potrei andare avanti all’infinito, e da nessuna parte è scritto che non lo farò, in futuro. Ma per ora si va a dormire.

giovedì 19 febbraio 2015

Infanzia

A volte mi capita (a volte...ahahaha), a volte mi (ahhahahahah)... A VOLTE MI CAPITA.. oh, dicevo, che mi capita di dover chiedere ai miei genitori di recuperare i bambini all'uscita da scuola, e di tenerli fino al mio rientro dal lavoro. Bambini, nonni, cartolerie, pubblicità, e un vortice di pensieri mi riporta a Dio, e alle sue prime rivendicazioni...

Domani in edicola, costruisci il tuo Universo in 84 pratiche uscite settimanali.
- Woooow, mamma me lo compri?
- No, Dio, poi ti stufi e lasci tutto a metà, e con quel che costa poi..
- No, no, questa volta lo finisco!!!
-Ti ricordi quando volevi un cucciolo e ti abbiamo preso il piccolo LiocornoTamagochi e ti sei scordato di dargli da mangiare e papà l'ha dovuto spedire in assistenza?
- Uff, che pizza... tanto lo chiedo al nonno!
- E io al nonno dico di non comprartelo, che sei pieno di scatoloni brulicanti di.. di "cosi" di carbonio, azoto e tutte le altre cagate, che poi hai perso metà dei pezzi e non si possono neanche rimontare... Anzi, sai cosa faccio domani? Prendo su un bel sacco nero e ci infilo tutta la collezione dei buchi neri che hai preso al MacGamow, che tieni sparsi sotto il letto anziché sulla mensola..
- Ti lamenti sempre che la devi spolverare tu la mensola..

E così, Dio passò una buona mezzora in punizione, niente tv e niente computer. 
Poco prima di cena tornò a casa il papà, con una confezione da 12 tubetti di PlayDoh. Dio mangiò tutte le verdure al solo scopo di non irritare ulteriormente la sua nevrotica mamma. Il papà mangio anche lui tutte le sue verdure, perché aveva colto sul viso della moglie la ben nota espressione "io lo cazzio e tu compri il pongo, mi sa che giocherai solo con quello stasera".
Il giorno dopo il nonno acquistò la prima uscita de "Il Mio Universo" a soli 1,99 €, contenente 1 particella, 1 catalizzatore e 1 "nulla".
"Vedi Cicci, ti fai sempre fregare." sentenziò la più obiettiva delle nonne, lievemente sbilanciata dal peso delle venticinque bustine di cuccioli, rane, serpenti e pony cerca amici.




martedì 17 febbraio 2015

Due

Il titolo di questo blog, “Camping, Cucina e Bon Ton nel Deserto”, nasce da uno dei miei monologhi interiori. 


Più che monologhi, il mio cervello mette spesso in scena dei dialoghi tra vari personaggi, tra i quali non sempre intervengo o compaio. A volte li lascio a sfogarsi liberamente, prendo un pacchetto di metaforici popcorn e mi siedo a guardarli. 
Ogni tanto mi stufano, me ne vado, e quando torno sono ancora là che si azzuffano, e fatico un po’ per riprendere il filo.
Dopo il 7 gennaio, l’argomento "religione" si è piazzato di prepotenza al primo posto della classifica dei più discussi.

E immagino quindi Dio, che, seduto sulle sue nuvolette, si intratteneva anch'egli in piacevoli considerazioni tra sé e sé, gettando un occhio alle simpatiche bestioline che pascolavano nell’immenso recinto che lui aveva predisposto.
Ad un certo punto, rendendosi conto che ormai le bestioline non strisciavano più, ma si organizzavano in gruppi e prendevano interessanti decisioni evolutive, decise di cominciare ad interagire con loro.
Dopo svariati millenni di strampalati tentativi di stabilire una connessione remota, gli riuscì infine di agganciare le menti di alcuni di loro, e cominciò il tentativo di travaso dell’enorme mole di conoscenza accantonata fino ad allora.

 “...e allora bla bla bla bla, si fa così, ma a volte no, è meglio cosà, blabla...
E questi sono i miei preziosi consigli per affrontare con serenità la vita, in attesa di ulteriori sviluppi tecnologici. 
Potremmo raccogliere queste nostre conversazioni in dei pratici manualetti, pensavo ad una collana editoriale a fascicoli, da intitolare “Consigli pratici per il campeggio, la cucina e le buone maniere nel Deserto”, che ne dite ragazzi? ragazzi..   Mosè! ma che centrano mò gli asini e i buoi, ma come ti viene in mente sta roba..   Maomè, a Maometto, giù le mani da quella ragazzina… devo ricordarmi di appuntargli anche sta roba dei bambini che non si toccano… Oh..oh!! mi sentite?? il server non risponde… No, cazzo… hacker asiatici?... ossignore, manco mi ricordavo di avere popolato pure sto isolone a ovest..uff.. Aspe’aspe.. ripristina rete.. Ok, rieccomi gente… ma cosa cazzo...”

E dopo 6000 anni di morte, guerre, torture e distruzioni, Dio disattivò la linea, si comprò una monumentale fornitura di PlayDoh, e mandò tutti a cagare.

...

Dio era un solitario. La storia della sua giovinezza e di come sia arrivato a combinare tutto sto gran casino, è lunga e articolata. E visto che piace dire che Dio ha creato gli uomini e poi loro hanno creato lui, mi sento serenamente autorizzata a raccontare anche la mia versione. 
Per fare questo, l'utilizzo di parolacce, la disambiguazione dei termini, il non voler mantenere un filo logico o temporale, potranno sembrare precise scelte artistiche. 
Ma si tratterà semplicemente della mia totale incapacità narrativa. 
Ho aperto un blog, mica ho fatto la Holden, io.