sabato 13 febbraio 2016

Chi pulisce più di Sciantecleir?

La prima storia di questa leggendaria figura, che ha diviso generazioni di studiosi e scienziati, si perde nella notte dei tempi.
 
"Notte dei tempi" è il nome della cartellina su qui ero solita salvare le mie bozze, sul vecchio pc che poi ho cimito (il pc, non le bozze, che, modestamente, erano splendide).

Adesso ho questo nuovo pc molto più funzionale del precedente, a patto di superare due scogli: 

1) localizzare il pulsante di accensione; 
2) comprendere che il mancato funzionamento della tastiera dipende dall'assenza di pile;
3) localizzare lo scomparto pile nella tastiera. 

Una volta superato lo scoglio e arginato il seguente mare, mi sono rimessa a scrivere da capo la storia della monaca Sciantecleir. 
Purtroppo narrare questo genere di storie è molto difficile, per due motivi:

1) le fonti agiografiche di riferimento sono per lo più memorie corrotte dal tempo, riportate da commentatori spesso di parte e tradotte con google transistor;

2)la tendenza, quando si è stanchi, a ridurre quello che poteva essere un breve e simpatico aneddoto in un a logorroica e pallosa digressione infradiciata di elenchi numerati che distraggono il lettore e confondono l’autore;

3)eh?

Scianteclair e l'albero di Gelsomino

Scianteclair abitava in una piccola casa e gestiva un negozio di articoli domestici. Sul retro della casa c'era un orto e in questo orto cresceva una splendida pianta di Gelsomino. Gelsomino era stato, anni prima, il suo vicino di casa. 

Qualche anno prima, una notte, Gelsomino era tornato a casa completamente ‘mbriaco e aveva deciso di trapiantare un albero dal suo giardino in quello della vicina. Ai suoi occhi affumicati dall’alcol e dal desiderio, questo gesto rappresentava una esplicita richiesta di congiunzione carnale.

Il giorno dopo Scianteclair si svegliò e vide un ombra alla finestra, era la pianta di Gelsomino. “Congiunzione carnale, alle sei del mattino?” pensò, affacciandosi. Una volta alla finestra vide che sul ramo era sbocciato un fiore e decise di raccoglierlo. Sporgendosi, ebbe una visone che la lasciò senza fiato. Alla base della pianta c’era Gelsomino, che si congiungeva carnalmente con l’albero. Terminato l’atto, l’anima di Gelsomino venne portata via da una cirrosi fulminante. Le sue spoglie mortali vennero sepolte ai piedi dell’albero, a scopo concimativo.

La primavera seguente l’albero si riempì di fiori, che vennero raccolti, fatti essiccare e sbriciolati a mano da Scianteclair. La santa donna utilizzò quei fiori per realizzare un infuso dalle proprietà miracolose. Tutti coloro i quali assunsero questo infuso vennero guariti da ogni male, ritrovarono l’amore e il lavoro e vinsero al superenalotto e di conseguenza lasciarono il lavoro precedentemente trovato a qualcun'altro, che non aveva voluto assumere l'infuso miracoloso (ma allora come aveva trovato lavoro? mistero della fede). 
Almeno, questo è quanto Scianteclair fece ciclostilare sui volantini che distribuì all’inaugurazione della sua Tres Chic Tea Boutique. 

I primi anni le vendite andarono abbastanza bene ma, dopo che i parenti dei primi 239 morti per aver assunto tisane anziché penicillina per curare un’infezione vinsero ognuno la rispettiva causa, Scianteclair si ritrovò sull’orlo della bancarotta. 
Mentre si disperava, tra le lacrime che le offuscavano la vista le parve di scorgere un’ombra. Era il fantasma di Gelsomino. Con un gesto teatrale le prese dalle mani la tazza di tisana e la rovesciò sul pavimento. “Non piangere sulla tisana versata, amore mio” le sussurrò l’ex-mancato-amante “guarda piuttosto il pavimento, com’è lindo , pulito e sgrassato. Ed è bastata una sola applicazione!”.

Fu così che Scianteclair capì cosa fare con le sue scorte invendute. Una settimana dopo riapriva la sua attività di articoli domestici, che divenne la poi leggendaria Boutique Chic’e’span.

Ancora oggi, le prodigiose proprietà sgrassanti dell'infuso di Gelsomino sono note ai maniaci della pulizia e ai gozzovigliatori di tutto il mondo, che lo applicano internamente ai loro intestini sovraccarichi di raclette, vino, carne, mix di roba sottaceto e sottolio, dolce, caffè e, se avanza, anche qualche fetta di pizza dei bambini, tanto Ilaria non la finisce mai e poi dispiace lasciarla lì. (N.d.A.: La pizza, non Ilaria, quella se volete potete tenerla un paio di giorni, non c'è problema.)

mercoledì 3 febbraio 2016

UansAponATaim S01 E20

Stagione 01 Episodio 20

Dunque. Lunedì scorso ho iniziato una dieta, crollata se non sbaglio giovedì sera, causa vicini di casa che hanno portato i biscotti “di giù”. 
Vabbè, ricomincio lunedì questo. E crollo miseramente già il mercoledì a pranzo, causa pizza ai carciofi cucinata da me, con la verdura acquistata il sabato al mercato rionale. Tanta verdura, così mangio tanto, ma bene. Sì, certo, come no. 

Cosa centra tutto ciò con il riassunto della ventesima puntata di OUAT? Assolutamente niente, ma ormai ho talmente perso il filo del discorso che il minotauro all’altro capo del filo lo sta usando per rimuovere i nervetti filacciosi dei muscoli dei giovani ateniesi mangiati la sera prima.

In questa puntata di UansAponATaim, il nostro antieroe, Pinocchio/August (N.d.A.: Ehi, ma questa assonanza tra "Pinocchio - August - Augusto - Pinochet” la vedo solo io?), sta spiegando a Emma quella roba già descritta in puntata 19, che era stato inviato a Storybrook per aiutarla, 28 anni dopo, per sciogliere il sortilegio e bla bla bla. 
Emma rifiuta di farsi prendere per il naso da Pinocchio e la sua incredulità le impedisce di vedere la gamba di legno di August, che si sta trasformando di nuovo in burattino, per mancato adempimento delle clausole contrattuali sottoscritte per lui dal padre (impugnabile, a mio parere). (N.d.A.: “Pinocchio” “naso” “impugnare” “Geppetto”, c’era materiale per un porno joke di mezz’ora.)

August si arrende all'ineluttabilità del suo destino e decide di passare i suoi ultimi giorni in compagnia del padre che, anche se non lo riconosce, prova per lui una certa affinità, come assistente nel suo laboratorio di falegnameria. "Sei quasi come un figlio per me... che ne dici di farmi da prestanome per alcune proprietà immobiliari e per un paio di società offshore?" suggerisce Geppetto dal sedile posteriore (N.d.A.: Questa si capisce dopo.).

Alla fine della puntata Emma decide di scappare da Storybrook, portando con sé il figlio, per allontanarlo da quella città piena di strane persone, che lei ritiene essere psicotici sotto anfetamine, spesso preda di enormi illusioni collettive. “Ma sono i miei migliori clienti!!” protesta Henry dal sedile posteriore, mentre Emma parte sgommando sulla strada principale (tra l’altro, l’unica strada di Storybrook). "Era la mia migliore cliente" singhiozza il gommista, accartocciato sotto la ruota posteriore.

Adesso vado a farmi un bel caffè, e cercherò di metterci meno zucchero del solito. "Magari qualche grano di anfetamina" suggerisce Harry dal sedile posteriore...

… To Be Continued …

lunedì 18 gennaio 2016

Progetto Dalek

Dopo un po' di perlustrazioni in diversi negozi di bricolage, ho racimolato quasi tutto l’occorrente per il prossimo progetto famigliare:
  • 4 “plastonda”, plastica ondulata 50x100, colore rosso;
  • 2 fruste di metallo;
  • 2 stura-lavandini;
  • 2 ciotole rosse da insalata, piccole;
  • bicchierini da caffè;
  • plastica nera finta pelle per le giunture;
  • palle di natale (da segare a metà);
  • nastro argentato;
  • colla a caldo;
  • colla a caldo;
  • ancora un po' di colla a caldo.
Se questo progetto va in porto, cambierò il mio nome in Davros. 
Anzi, Davrosa, la mamma dei Dalek. Residente, guarda caso, in via Skaraglio.

Mi manca giusto lo spray color ottone per le borchie esterne. 
E non ho ancora capito come realizzare il circuito bio-meccanico e come integrarlo nel sistema nervoso dei bambini, ma sono dettagli.

I miei figli sembrano entusiasti all’idea di presentarsi alla festa di carnevale della scuola per essere salutati con dei festosi “vi siete travestiti da frigoriferi punk?”. 

Spero che un giorno potranno perdonarmi. O ricavare una buona rendita dalle loro memorie su supporto cartaceo/ informatico.

Aggiornamenti a seguire.

venerdì 15 gennaio 2016

UansAponATaim S01 E19

Stagione 01 Episodio 19

"Adesso che il pc è libero, mi siedo e butto giù il riassunto della diciannovesima puntata."

*si alza e va a prendere un pezzo di cioccolata extra-fondente al pistacchio.

"Adesso che il pc è libero, mi siedo e butto giù il riassunto della diciannovesima puntata.”

*si alza e va a prendere un ulteriore pezzettino, però questa volta più piccolo.

"Adesso che il pc è libero, mi siedo e butto giù il riassunto della diciannovesima puntata.”

*giuro, l’ultimo.

"Oh, adesso ci vorrebbe giusto un altro caffè.”

*ciccooo!!!


Dove eravamo? Il cioccolato...? 
È finito, ne compro sempre poco per volta per non essere tentata, ma deve esserci qualche errore di fondo nella mia strategia, a giudicare dalla panzetta sulla quale appoggio i gomiti per buttare giù il riassunto della diciannovesima puntata. Eppure di solito mi tengo, voglio dire, a cena minestrone (senza pasta) e bresaola. Pochissimo pane. E pochissimo stracchino, appena giusto una spatolata, a malapena metà del panetto.

In questa puntata, la...?

La diciannovesima!!

...scopriamo che il nome di Pinocchio (il misterioso motociclista), a Storybrook, è August. 

August, che si ricorda del Bosco Infrattato, sta cercando di rubare qualcosa dal negozio dei pegni di Mr.Gold (Tremotino, il commercialista). Sorpreso da Tremotino, cerca di fargli credere di essere lui il suo figlio perduto, Baelfire. 

Qui cominciano a chiudersi parecchi cerchi. 
Siamo finalmente in grado di capire, sempre che l’iperglicemia causata dal cioccolato fondente al pistacchio non ci abbia destabilizzato le sinapsi, che Tremotino aveva aiutato Reggina a creare il Sortileggio perché voleva essere trasportato in un mondo privo di magia. 

E perchè Tremotino voleva essere trasportato in un mondo privo di magia?
Perchè gli era giunta voce che da queste parti dell'universo lo stracchino è buonissimo?
Forse che sì, o forse che no. 

Più probabilmente perchè, quando impersonava il Signore Oscuro, suo figlio Baelfire, non essendone particolarmente entusiasta, aveva creato un portale con un fagiolo magico per scappare in un mondo senza magia, dove suo padre avrebbe ottenuto la libertà. 
Ma all’ultimo momento, durante la fuga, Tremotino non aveva voluto attraversare il portale, un po’ per non perdere il suo potere, un po’ perchè distratto dal marito che gli chiedeva “tè o caffè?”. Ma come tè?? C’ho ancora un sacco di roba da scrivere e da pensare e devo finire per le 22 che c’è il Dr.Who!! Daje co’ sta moka!!! E quindi? Oh, sì, quindi Tremotino, per ritrovare il figlio, doveva riaprire un nuovo portale verso un mondo senza stracchino magia.

Mr. Gold consegna ad August lo stracchino (ossignore) il Pugnale magico, che controlla il Signore Ocuro. August tenta di usarlo, ma non esistendo la magia in quel mondo, il pugnale non funziona. 

Il fine dei loschi maneggi di August è quello di usare Gold per convincere Emma che Harry sta dicendo la verità, sul libro delle storie e il sortilegio e tutto quanto. 

Il secondo cerchio della puntata si chiude quando scopriamo che August, essendo appunto Pinocchio, era stato inviato, con Emma appena nata, dal BoscoInfrattato a Storybrook, per proteggerla durante la crescita e aiutarla poi a spezzare il Sortilegio. 
Ma appena arrivato nel mondo senza magia, si era dato all’alcol, alla droga e ai furti (e allo stracchino) e aveva abbandonato Emma. Di conseguenza adesso la sua vita è messa a rischio da una misteriosa malattia, da cui sa che guarirà solo se Emma crederà all’intero copione.  Perché? Boh.

Scccbbbrddlbrrrsdllslsssccccc è uscito il caffè.

Nel frattempo hanno anche ritrovato Kathrine viva, ma non gliene frega praticamente niente a nessuno. Ennò, pure il cioccolatino col caffè, mio marito vuole la mia morte. 

E mo, inizia pure il Dr.Who!!! 

Buonanotte :D

… To Be Continued ...

martedì 5 gennaio 2016

UansAponATaim S01 E17&18

Stagione 01 Episodio 17

Mamma l’ansia!! 

L’8 gennaio inizia la quarta stagione su Rai4, questo vuol dire che sui canali dei ricchi sta per partire la quinta, quindi gli autori avranno già scritto la settima e girato la sesta stagione e io sto a riassumere il diciassettesimo episodio della prima!!! 
E neanche più la guardo, perchè siamo presi dal Dr Who. Ehi, potrei riassumere quello, è molto più “semplificabile”. 
Ecco: "Alieno Signore Del Tempo attraversa Spazio e Tempo a bordo di una cabina telefonica espandibile e aggiusta tutto con un cacciavite”. Fatto.

Torniamo a UansAponATaim e vediamo di muoverci.

Nel BoscoInfrattato vive anche Jefferson, un cappellaio, che versa in condizioni di estrema povertà, dovute soprattutto al fatto di essere specializzato in cilindri, copricapo che non vanno di moda né in quella stagione (la prima) né in quel meta-universo. Spoilerarvi il prosieguo dicendo che neanche nella quarta stagione andranno di moda i cilindri è banale, ma fa volume.

Jefferson realizza un cappello magico per portare Reggina nel Paese delle Meraviglie. Tramite il cappello però, lo stesso numero di persone che entra deve uscire, quindi si capisce che la barca è un tranello e Kreacher non potrà uscirne vivo. Ma la magia degli elfi domestici ha regole diverse e, oh no, aspetta, com’era già? Ah, sì. Reggina e Jefferson entrano, poi Reggina esce ma con suo padre (che era stato rapito dalla RegginaDiCuori, anch’essa intrappolata nel Paese delle Meraviglie), quindi Jefferson resta pinzato nel Paese delle Meraviglie, con la RegginaDiCuori che lo costringe a realizzare un cappello dopo l’altro per potersene andare anche lei. 
Purtroppo Jefferson non riesce a replicare la magia e impazzisce, trasformandosi in Johnny Depp.

A Storybook MaryMargareth scappa dalla prigione e Emma la insegue. Vengono entrambe rapite da un matto, che altri non è che il Cappellaio matto. Anche lui non ha subito gli effetti del sortilegio e si ricorda la sua vera identità. “Io sono Johnny Depp”. “Sì vabbè, piuttosto torno in carcere” dice MaryMargareth, e torna in carcere.

… To Be Continued In Frett, So Let’s go To Episodio Number 18…


Stagione 01 Episodio 18

Lo stalliere

Siamo ormai quasi alla fine e, a pensarci bene, non si è ancora capito il vero motivo dell’astio provato da Reggina verso Biancaneve. 
Ecco il motivo. Reggina era segretamente innamorata di uno stalliere. Biancaneve, ancora bambina, lo scopre, e nonostante avesse promesso di mantenere il segreto (scoperto oltretutto mentre Reggina le salvava la vita), divulga la notizia. Lo stalliere muore.

Reggina accetta quindi di sposare il padre di Biancaneve, su istigazione di sua madre (la malvagia strega Cora, anch’essa ex-allieva di magia di Tremotino), al solo scopo di vendicarsi di Biancaneve. 

A Storybrook, il processo per MaryMargareth sembra imminente, ma a fine puntata trovano Kathrine viva.

Nel frattempo, il personaggio di Pinocchio continua a dimostrarsi di poca importanza, anche se si intuisce un suo futuro ruolo chiave, almeno nelle ultime puntate della serie. 
Ma finalmente scopriamo anche questo motivo: l’autrice di questi riassunti si appoggia principalmente alla sua memoria e a wikipedia, ma col cazzo che perde tempo a rivedersi gli spezzoni su YouTube o in streaming, e visto che anche gli autori di wikipedia adottano lo stesso metodo, ciao Pinocchio!!

… To Be Continued …

lunedì 28 dicembre 2015

Natale dai miei

"Il Parsifal è quel genere di opera che inizia alle 6 di sera. Dopo circa tre ore guardi l'orologio e scopri che sono le 6 e 20."
David Randolph


Prima di addentrarmi nella solita sconclusionata narrazione di come filano le mie toste giornate, vorrei annunciare al mondo, o anche solo ai cinque fortunelli che hanno letto il precedente post, che il karma funziona. Avete presente mia cognata (sì, quella dei peperoni, la stessa che non mi ha fatto vedere lo speciale natalizio del Dr.Who)?

Oggi pomeriggio ha accompagnato figlia (sua) e figlia (mia) a vedere Masha&Orso, mentre io sono rimasta a casa a guardarmi Hot Fuzz, il secondo film della Trilogia del Cornetto.

(Povera Carmela, dopo che si è beccata 60 minuti di Masha&Orso, ha esternato le seguenti parole "il film è iniziato alle 16:40, dopo un bel po' credevo stesse per finire, guardo l'ora, erano le 17:05" per poi accasciarsi sul divano. Dal quale è stata prontamente richiamata all'ordine da sua figlia che voleva giocare con le perline Pyssla dell'ikea, mentre io ero in camera mia a far finta di stirare lentissimamente per finire di guardarmi quell'immensa figata che è Hot Fuzz.)

***

Il 25 dicembre lo abbiamo passato a casa dei nonni materni.

Prima di pranzo ci siamo scambiati i regali.

...Un mese prima... (dlin dlin dlin)

- Quest’anno solo cose utili per la scuola, come penne, colori, gomme, e altre cose necessarie come pigiami e calze.

- Brava mamma, tanto lo vedi che i loro giochi preferiti sono sul tablet… 

- Gli ho preso solo un giocattolo a testa, solo uno, piccolo.

...25 dicembre... (dlin dlin dlim)

- Ciao, ciao a tutti, Auguri!!! Tiriamo su le serrande in cameretta? Non si vede niente... Oscurata? In che senso la finestra è oscurata, che c'è davanti? Attenti a quella pila traballante di pacchetti!!! 
Mamma!! Che è sta roba? 
Ok, scartate e dite grazie ai nonni, guarda quante penne e colori, Ilaria dove sei? Esci da quel mucchio di carta. Chi è quella bimba che tieni per mano? Oh, giusto è Masha, di Masha&Orso, a grandezza naturale. Sì Davide, che c’è? Vuoi che ti aiuti a montare il tuo Indominus Rex SCALA 1:1? Chiediamo a papà. Fra che stai leggendo? Le istruzioni della serra per coltivazioni biologiche di Sara. Per costruirla o per compilare l'F24 e pagarci sopra l'IMU seconda casa? 
Virgi (N.d.A.: Mia sorella.) tu che sei una persona adulta e seria... hai portato il lego del Dr.Who così lo montiamo, ok, ok, ma non capisco cosa dici, smettila di piagnucolare solo perchè mamma ti batte sempre a qualsiasi gioco le installi sul tablet…

Tutti a tavola!! 

Mia mamma aveva preparato il merluzzo, i peperoni con le acciughe, la polenta, i peperoni senza le acciughe, le acciughe al verde, l’insalata di mare con i peperoni crudiEEccheccazzo!!! 
Vabbè, meno male che c’è la macedonia.
Cos’è quella roba gialla? 
Pesche e peperoni.

N.d.A.: Famiglia, non capisco come ho fatto ad uscirne sana.

U.N.d.A: Poi mia sorella mica me l'ha regalata la felpa con la renna, uffa.



sabato 26 dicembre 2015

A Christmas Carmen... Ehm Carol, volevo dire "A Christmas Carol".

24 dicembre 2015 

Prologo

La giornata non era incominciata (per me) sotto i migliori auspici. Alle nove ero già al lavoro. Per fortuna faccio solo un part-time quindi, dopo aver ricevuto nelle quattro ore di turno i miei quattro/cinque "vaffanculo" di spettanza, me ne sono tornata a casa a fare pranzo. Pranzetto leggero in vista della cena serale, che prevedeva il seguente menù:

Antipasti: Carpaccio di polipo & tramezzini di salmone;
Primo: Spaghetti al nero di seppia;
Secondo: Gamberoni al forno.

(N.d.A.: Fate attenzione al menù, perchè ben presto mia cognata, che dopo questa serata ho una mezza idea di rinominare "il grinch", sentirà la necessità di preparare un terzo antipasto, spacciandolo per un contorno vegetale.)

Svolgimento

Finalmente, dopo tanto lavoro* (*licenza poetica), ci prepariamo a festeggiare una modesta e spirituale "vigilia di natale a casa dei nostri cognati”.

Mia cognata Carmela (i nomi sono di fantasia, per proteggere gli innocenti) è sposata da tempo immemore con mio cognato (buffo, eh?) Bruno, hanno due figli (cugini dei nostri figli, altra incredibile coincidenza) e sono le persone che frequentiamo di più, con reciproca soddisfazione, almeno, fino a quando mia cognata non decide che vuole a tutti i costi cucinare i peperoni... 
Ma torniamo un attimo all'enumerazione dei cognati.

Quest’anno c’era una notevole varietà di cognati alla cena natalizia. C’erano i miei tre cognati, due dei quali sono sposati tra di loro, poi c’era un cognato di mio marito, una cognata di mia cognata, una cognata dei miei tre cognati (che sono io), un cognato di mio cognato (che è mio marito) e una cognata della cognata di mio cognato (sua sorella). In totale eravamo 6 cognati e 5 nipoti di zii misti tra "di sangue" e acquisiti.

Ah, la famiglia riunita, l’atmosfera natalizia, i cuginetti che giocano tra di loro (possibilmente lontano dalle mie orecchie) e intanto aspettano l’arrivo di Babbo Natale, e noi genitori felici che pregustiamo la loro gioia, quando arriverà il momento di scartare i pacchetti e giocare finalmente con i miei loro giochi. 

E insomma, non erano neanche le 17 e avevo già raggiunto uno spirito di romantico lirismo veramente elevato, quando mia cognata decide che è venuto il momento giusto per arrostire 12 kg di peperoni, al grido di "ma sì che qualche verdura ci sta sempre bene". Vabbè. Tanto puzzare di peperoni per me ormai è quasi un dovere. Laverò l'unica giacca che possiedo e, in attesa che si asciughi, uscirò senza, e finirò per morire di tisi in una soffitta di Parigi, ma se mia cognata è contenta così, chi sono io per lamentarmi della mia gelida manina?

Meno male che mio cognato è sempre pronto a riportare la spiritualità tra di noi. 
Quando le nostre futili chiacchiere disperdono i pensieri aulici, trascinandoli a terra nelle basse frivolezze del mondo moderno, eccolo balzare su da sotto il tavolo allungabile, un cacciavite in una mano, due ripiani nell’altra (tipo Mosè sul Sinai, ma senza barba), pronto a richiamare noi tutti alla presenza del signore, con alte invocazioni del suo nome e di tutta la sua gloria, nelle manifestazioni faunistiche più naturali (canidi e suini, principalmente). 
Dopo un po’ ha smesso di richiamare il signore e gesticolare furiosamente, quindi abbiamo capito che il tavolo era pronto per essere apparecchiato.

E poi tutti insieme per la foto di rito, ad immortalare il prezioso momento, dietro il tavolo, apparecchiato con la bella tovaglia delle grandi occasioni, in filigrana di cellulosa rossa, i calici splendenti in polietilentereftalato di Boemia, il presepe sulla credenza liberty svedese, un cacciavite sull’albero di natale… un cacciavite? Ok, lasciamo perdere e sediamoci. 

Tutti seduti alle 21:15 e cosa fa mia cognata (sì, la stessa dei peperoni)? Eh?!? 
Mi informa, con la più serena delle espressioni, che in quella landa desolata la visione di Rai4 non è disponibile, quindi niente episodio speciale natalizio del Dr.Who. 
...
Cosa?
Niente. Episodio. Speciale. Natalizio. Del. DoctroWho.
...
...
AAAaaaarrrgggghhhh. 

Meno male che sono un’adulta e riesco ad affrontare le delusioni con maturità. Ho ricacciato indietro le lacrime, mi sono soffiata il naso nel tovagliolo di carta e mi sono lanciata alla carica verso il vassoio di carpaccio di polipo. (N.d.A.: Non prima di aver preso un paio di note mentali per il prossimo post del blog, cioè questo. Che poi a ben pensarci, la soluzione è molto più semplice. Ecco il piano: Ossessionare i miei figli con il Dr.Who - fatto -, così loro ossessioneranno i cugini - in corso d'opera -, che di conseguenza ossessioneranno la loro madre, la di me cognata, e il prossimo anno siamo a posto. Un altro piano che metterò presto in atto è quello di ossessionare sua figlia con le perline pyssla dell'ikea, perchè mia nipote accumula lavoretti artistici, ma non ne accumula abbastanza visto che la mamma ancora riesce a ritagliarsi del tempo per arrostire peperoni, invece di passare le giornate ad archiviare lavoretti artistici.)

Gli antipasti sono stati spazzolati con rapidità e voracità e, per dovere di cronaca, devo ammettere che i bambini hanno mangiato anche i peperoni. Tutti hanno mangiato tutto, tranne Ilaria, che ha mangiato solo pane e poca pasta in bianco, ma non essendoci nonni da terrorizzare o gettare nel panico, non è successo nulla di grave.

Il primo, spaghetti al nero di seppia con pezzi di seppia, era ottimo, anche se, da alcune espressioni dell’arco sopracciliare di Davide, congiunte a strani mugugni e arrotondamenti della guancia, insieme alla sua affermazione “urgh, mi sembra di mangiare petrolio” condita di lacrime colanti da occhi supplichevoli, mi hanno portato a supporre che lui non li abbia graditi più di tanto, e gli abbiamo consentito di abbandonare la tavola.

Dopo il primo, i bambini si sono sparpagliati tra cameretta e corridoio per dedicarsi alle loro attività preferite, e cioè urlare e sudare copiosamente, senza nessuno scopo in particolare, se non eventualmente quello di ammalarsi non appena decideremo di organizzare qualcosa di particolare o semplicemente quando sarà ora di tornare a scuola. 

Noi adulti siamo rimasti a tavola a chiacchierare, in attesa che i gamberoni in forno terminassero di arrostirsi. 
Beh, più che “rimasti a tavola” sarebbe più corretto dire “siamo rimasti seduti ad annaspare semi-immobili, cercando di favorire il processo di irrorazione di plasma possibilmente ossigenato nelle coronarie”. 
Giunti a tavola i gamberoni, ci siamo serviti con il badile.

In particolare, oltre ai gamberoni, speravo di lasciare almeno una coronaria disostruita per l’assunzione finale del tiramisù portato da mio cognato, quello più giovane, ma fatto dalla mia nuova cognata (assente alla cena per visita ad altri cognati, se non sbaglio). (N.d.A.: Sarebbe veramente buffo se questo mio cognato finisse per sposare questa nuova cognata, voglio dire, altri due cognati sposati fra di loro...)

Dopo i gamberoni, ma prima del dolce, ecco arrivare Babbo Natale!! Se fino all’anno scorso potevamo contare ancora 4 credenti su 5, quest’anno abbiamo perso Sara, e anche Davide credo stia per abbandonare le mitologiche lande mentali finniche abitate dal panzuto addestratore di renne. Pazienza.

Scartamento doni e via a montare lego, per poi trangugiare ancora un paio di porzioni di tiramisù e un caffè, ed infine, stanchi e puzzolenti di peperoni, finalmente tornare a casa.

Epilogo

Diario del Capitano, data astrale 25 dicembre 2015, ore 2:35 circa.

Sto infilando il piumino di Ilaria in un copripiumino di Frozen. 

Alle 2 e 35, di notte. 

- E il cuscino??
- Sì, c'è anche il cuscino amore mio...
- Domani andiamo da nonna Piera?
- Certo.
- Facciamo pranzo lì?
- Sì.
- La nonna ha detto che faceva i peperoni...
- Ohmmmerda*!


* vedi foto

(...To Be Continued...)